Massa Sul Cesi non è solo un punto su una mappa immaginaria. È l'omaggio alla solidità delle Alpi (la Massa rocciosa che domina l'orizzonte) e al carattere indomito delle acque che scavano le valli (il Cesi, il torrente che attraversa il plastico).
Situata in quell'angolo ideale dove l'Italia incontra la precisione della Svizzera e il fascino dell'Austria, Massa Sul Cesi è una stazione di confine dove il tempo sembra essersi fermato. Qui, le locomotive a vapore e i moderni convogli internazionali si danno il cambio sotto l'ombra delle vette innevate, in un gioco di scambi che supera ogni barriera geografica.
Questo sito nasce per condividere ogni singolo chiodo piantato, ogni filo saldato e ogni centimetro di massicciata posata. È il diario di bordo di una sfida in Scala H0:
Il Plastico: Scoprite i segreti del tracciato e l'ingegneria che si cela dietro le montagne.
I Rotabili: Una sfilata di modelli che hanno fatto la storia delle ferrovie italiane, svizzere e tedesche.
Le Tecniche: Dalla posa dei binari alla creazione della vegetazione, tutto quello che ho imparato in questo viaggio.
Vi invito a salire a bordo e a esplorare con me i paesaggi di Massa Sul Cesi. Perché, in fondo, il modellismo non è solo costruire treni, ma creare un posto dove poter sempre tornare bambini.
Buon viaggio
Nella vita tutti inseguiamo un sogno. Sono i primi anni della nostra vita che formano la parte più profonda della nostra coscienza. Alcune esperienze di quando eravamo bambini rimangono come indelebili nella nostra mente, spesso sono associate a forti emozioni, siano esse belle o brutte. Nel mio caso l'emozione a cui mi riferisco è molto bella e risale a quando avevo circa 4 anni.
Nel 1968 una sera mio padre Armante ha giocato con me con il suo trenino elettrico. La gioia per me è stata immensa. Ricordo ancora i dettagli della stanza, il divano verde, chi era nella stanza, il tappeto rosso, come erano messi i binari sopra al tappeto, il treno che si muoveva sulle rotaie, mio papà che lo comandava agendo sul trasformatore rosso della Lima. Non lo sapevo ancora, ma questa esperienza accese in me il fuoco di una passione che non si è mai più spenta.
Da allora mio padre non ha più giocato con il trenino con me, abbiamo fatto tantissime attività stupende assieme, ma quell'emozione unica e non ripetuta ha creato una radice profonda che in seguito nel corso degli anni ha dato vita ad una forza inspiegabile che mi ha spinto a sognare di creare un bellissimo mondo in scala 1:87 in cui continuare a giocare. É come se realizzando la mia fantasia potessi continuare a giocare con lui come in un lungo sogno senza fine.
Questo plastico contiene la storia di quel sogno che dopo 58 anni ha preso forma e continua ad arricchirsi di dettagli in un viaggio senza fine, come se questo mondo onirico dovesse un giorno risvegliarsi a vita autonoma.
Nel 1970 il Treno Lima di mio padre era tenuto nascosto in una grande scatola da scarpe in cima ad una libreria nel suo studio. Memore dell'esperienza del passato desideravo poterci giocare e un giorno ho deciso di agire: ho preso una sedia e mi sono arrampicato sulla libreria. Ahimè la scatola sì ruppe su un lato, si aprì e una delle due locomotive uscì cadendo a terra da notevole altezza rompendosi in più punti. Il telaio interno di plastica si spezzò e il carrello motore non avendo più alcun ancoraggio per restare al suo posto penzolava fuori da sotto. Anche questa memoria, brutta questa volta, è rimasta indelebile. Ovviamente mio padre si arrabbiò come prevedibile, ma non fu la sua arrabbiatura quella che ricordo, ma solo un senso di irreparabile tristezza che accompagnò quell'evento. Un aspetto positivo ci fu, da quel momento potei iniziare a giocare con il treno Lima di mio padre facendolo mio e iniziai quindi a comprare i primi vagoni merci e i primi binari in modo autonomo con i miei piccoli risparmi.
Locomotiva Lima 464 di quel pomeriggio di 58 anni fa ora riparata, digitalizzata e adattata per le tre rotaie essa è perfettamente funzionante nel nuovo plastico Massa Sul Cesi
Nel 1972 la passione si è accesa ancora di più. In viale Europa (Roma EUR), era presente un immenso negozio di giocattoli e di modellismo che dedicava una intera vetrina al modellismo ferroviario. É lì che vidi un plastico in scala N pieno di ponti, montagne e gallerie che si intrecciavano su più livelli, vista che mi ha letteralmente affascinato. Diciamo che ha contribuito a generare nel mio subconscio alcuni elementi caratteristici di quello che considero il plastico ideale.
Nello stesso periodo ho avuto anche modo di vedere per la prima volta i treni della Märklin dal vivo. Infatti a casa di un amico il padre stava costruendo un plastico molto grande con armamento Märklin M. Ricordo che ogni volta che andavo a trovare l'amico guardavo il plastico con ammirazione e desiderio, pur sapendo però che era un obbiettivo irraggiungibile per me.
Massa Sul Cesi non è in assoluto il primo plastico che costruisco. I primi passi nel modellismo ferroviario li ho mossi poi a partire dal 1976. Al tempo ebbi a disposizione la risorsa più preziosa per qualsiasi modellista che voglia cimentarsi nel costruire un plastico in scala H0: spazio a volontà. Infatti ebbi a disposizione addirittura una intera sala di 30 mq. Mancarono però le conoscenze, le capacità tecniche e soprattutto i fondi. Al tempo vedevo Rivarossi come un sogno e Märklin come appartenente ad un mondo a parte, bellissimi treni in metallo ma al tempo stesso quasi alieni. Il binario M di metallo non era realistico e il pattino mi sembrava storpiare la vera essenza dei treni che conoscevo.
Partendo dal treno Lima di mio papà iniziai quindi ad acquisire binari, scambi e materiale rotabile esclusivamente Lima. Il plastico più grande del tempo fu realizzato su un solo livello e si articolava come una serie di ovali concentrici. Inutile dire che l'affidabilità degli scambi e del contatto elettrico era quella della Lima: deragliamenti continui e frustrazione profonda per la mancanza di affidabilità. Il periodo d'oro della mia passione adolescenziale nel fermodellismo durò fino al 1982 quando venne rapidamente soppiantata dalla passione per le apparecchiature HiFi, lo studio, la vela, le ragazze, ... la vita reale prese il sopravvento.
Da quel momento il plastico fu smantellato, il salotto tornò ad essere un salotto, e tutto il materiale Lima archiviato in uno scatolone nella mansarda della casa dei miei in attesa di tempi migliori.
Ben 23 anni dopo, nel corso del 2005, un paio di volte assieme a mio fratello e mio figlio più grande abbiamo tolto il treno dallo scatolone e montato nel salotto della mansarda della casa dei miei. Sono ricordi bellissimi ma anche frustranti, un memento di qualcosa di incompiuto, di fortemente voluto ma mai realizzato a fondo.
La vera svolta avvenne nel 2006 quando in primavera abbiamo visitato la galleria Baumgarthner a Mendrisio.
Dopo aver visto i bellissimi plastici della Märklin, uscendo abbiamo notato un piccolo negozio che vendeva alcuni articoli della famosa casa di Göppingen.
In particolare ho visto uno starter set digitale con il treno dei pompieri. Ho chiesto a mia moglie se fosse d'accordo nel comperarlo e lei, pensando fosse per i bambini, ha aderito con slancio alla proposta.
Al treno dei pompieri nello stesso anno si è aggiunto un altro starter set assieme a diversi carri merci e una immancabile BR01 usata, è così che iniziato ad apprezzare a fondo il valore dell'affidabilità e flessibilità costruttiva garantite dal sistema Märklin.
Nel periodo dal 2006 al 2021 sono passati 15 anni in cui un altro figlio maschio si è aggiunto a possibili compagni di gioco. La passione per il fermodellismo ha continuato ad ardere prendendo vigore sempre di più come un incendio indomabile. Ho espanso il materiale per costruire il plastico, letteratura specialistica, binari, scambi, accessori materiale rotabile il tutto nell'attesa di poter un giorno aver di nuovo un po' di spazio per creare finalmente un plastico permanente. Ora paradossalmente la limitazione era diventata proprio lo spazio, quella risorsa che era abbondata e non dovutamente apprezzata nella mia infanzia.
E' durante questo periodo che mediante il software Wintrack ad ogni Natale definivo un progetto usando la planimetria del salotto o di un'altra stanza come locale per il treno e poi con i quattro figli costruivamo il plastico seguendo il progetto. Era come andare in un negozio (armadio contenente tutto il materiale), prelevare l'occorrente e assemblarlo fedelmente secondo il progetto. Il tutto durava al massimo tre giorni, quando mia moglie reclamava giustamente pieno possesso di quella parte della casa.
A sinistra un esempio di progetto Wintrack per lo spazio a pavimento nella camera di mio figlio e a destra uno dei layout temporanei creati a Natale in salotto attorno ai mobili.
Un grosso vantaggio del binario C della Märklin è che si possono digitalizzare gli scambi con decoder sotto al binario che si alimentano con la corrente stessa del binario. Questo significa che non dovevo passare alcun filo per controllare gli scambi. Questo innegabile vantaggio per i layout temporanei posati sul pavimento è diventato poi un vincolo quando ho costruito il plastico vero. Infatti avendo investito una cifra considerevole in azionamenti e decoder per binario C sotto la massicciata, non ho potuto/voluto cambiare per mettere decoder e azionamenti separati dal binario stesso che sarebbero stati più realistici e avrebbero anche garantito maggiori possibilità di manutenzione.
L'opportunità per costruire il primo vero plastico degno di tale nome si è presentata finalmente dopo il COVID quando nella primavera del 2021 e diventata disponibile una taverna che sembrava proprio fatta a posta per il mio plastico.
La progettazione del plastico Massa sul Cesi è avvenuta nella primavera-estate 2021. Prese le misure della taverna iniziai a studiare possibili soluzioni in base allo spazio a disposizione. Dopo sei varianti sono arrivato alla versione che mi soddisfaceva appieno e quindi ho inziato la costruzione nel Settembre 2021.
Dopo quattro anni e mezzo di lavori il plastico ha preso una forma compiuta. Molti sono i dettagli ancora da completare (linea area, personaggi, cartelli stradali, vegetazione, dettagli della città e delle stazioni), ma intanto un bel traguardo è stato raggiunto. Il video a destra mostra lo stato del plastico al 9 Marzo 2026 quando grazie al GFO Bergamo è stato creato il video.