Definire regole e le linee
guida da rispettare
Definire regole e le linee
guida da rispettare
Una volta definito lo spazio a disposizione per il plastico e chiarite a noi stessi le funzionalità desiderate (requisiti operativi) occorre procedere nel definire alcune regole che ci impegnamo a rispettare nel corso della progettazione e della realizzazione del plastico..
Alcune di queste regole sono rigide, nel senso chee non consentono eccezioni una volta definite. Altre sono più flessibili e possono essere violate pena solamente la perdita di un po' realismo e di precisione di rappresentazione.
Regole rigide:
Altezza del livello 0 dal pavimento - Sembra una scelta facile, ma non lo è. Si tratta di una delle più importanti. Infatti se l'altezza è troppo bassa diventa difficile accedere da sotto e posso garantire che pochii centimetri fanno la differenza in termini di facilità di accesso. E' altresì vero che un'altezza eccessiva renderà alcune parti del plastico scarsamente visibili. Occorre quindi capire quale sarà l'altezza massima (il livello più alto) prima di impostare l'altezza del livello 0. Nel caso di Massa sul Cesi ho adottato 75 cm come altezza del livello 0 dal pavimento.
Distanza minima tra livelli adiacenti - Altro parametro geometrico molto importante. Da un lato vorremmo che esa sia bassa per limitare la lunghezza delle rampe di salita e discesa tra un livello e l'altro, dall'altro dobbiamo poi essere in grado di raggiungere i rotabili con la mano passando sopra ad altri rotabili in sosta e/o come minimo garantire spazio per il pantografo alzato. La scelta di questo parametro è stata di 11 cm.
Modulo di binario - Lunghezza massima dei convogli che si intendono utilizzare. Questo vincolo definisce il limite inferiore per la lunghezza dei binari di stazione e delle sezioni di blocco in linea. Nel mio caso ho scelto un modulo di 120 cm nelle stazioni in vista, il che consente di avere convogli al massimo di 3 carrozze passeggeri in aggiunta alla locomotiva. Però nelle stazioni nascoste e in linea ho adottato un modulo maggiore pari a minimo 170 cm. Questo consente di far girare anche treni con 4 carrozze, semplicemente in alcuni casi non rilasceranno lo scambio di ingresso nelle stazioni in vista, ma il convoglio può circolare ed essere parcheggiato in sicurezza nella stazione nascosta. Ho dovuto accettare questo compromesso perchè lo spazio a disposizione nelle stazioni in vista non consentiva un modulo maggiore.
Raggio di curvatura - Minimo raggio di curvatura ammesso. Questo vincolo limita la scelta dei rotabili che possono circolare sul plastico. Infatti alcuni rotabili non riescono ad impegnare curve con raggio inferiore ad una certa soglia. Nel caso di Märklin il problema è meno sentito in quanto la maggior parte dei rotabili è progettata per circolare anche con il raggio 1. Ciò non è vero per altri costruttori. Ad esempio la maggior parte dei convogli Acme ha seri problemi ad impegnare curve strette. Sebbene in linea di principio mi ero imposto di usare come minimo il raggio 2 (437,5 mm), ahimè la realtà della porta finestra che lascia solo 0,95 m a disposizione per la rampa elicoidale mi ha obbligato ad accettare la presenza del raggio 1 sul binario interno della linea a doppio binario in quella parte del plastico. Siccome tutti i miei rotabili girano senza problemi con il raggio 1, ho deciso di accettare questo compromesso e fino ad ora non ho avuto problemi anche con diversi modelli italiani convertiti al sistema Märklin. Un vantaggio indiretto di questa scelta è che ho potuto utilizzare gli otto scambi in curva della Märklin in mio possesso che hanno raggio 1. Essi hanno consentito di migliorare le possibilità operative nella stazione principale e nelle tre stazioni nascoste. Se è vero che il raggio 1 è usato in alcuni punti specifici, essi non sono mai in vista. In vista ho cercato di utilizzare sempre un raggio 2 come minimo e preferibilmente più alto. Ad esempio nella linea a doppio binario come anche nella stazione secondaria che è in primo piano e ben visibile ho adottato come minimo il raggio 3. In quelle zone in vista l'interasse tra i binari è di 64 mm unitamente all'impiego degli scambi slanciati della Märklin.
Pendenza delle rampe - Massima pendenza delle rampe in salita. Questo vincolo è collegato al modulo di binario, più lunghi sono i convogli più bassa deve esser la pendenza delle rampe per consentire alle locomotive di trainare i vagoni agevolmente. Mi sono imposto di non superare il 3 per mille e possibilmente stare sul 2,5 per mille, limite che ho rispettato in tutto il tracciato.
Tipo di controllo - Modalità di alimentazione e controllo dei rotabili. Il plastico è completamente digitale e imperniato sul sistema Märklin mediante Central Station 3 controllata dal Software di controllo iTrain su computer.
Numero di convogli simultanei - massimo numero di convogli presenti sul plastico e controllati dal PC in modalità automatica. Tale numero dipende dal numero di binari di sosta disponibili nelle stazioni nascoste e quelle in vista. In fase di progettazione occorre prevedere un numero sufficiente di binari di sosta nelle stazioni nascoste per alimentare in modo vario e realistico le linee in vista. Il limite teorico nel caso del plastico Massa Sul Cesi è di 30 (19 in stazioni nascoste e 11 in quelle in vista). Più realisticamente 20 treni possono essere attivi in parallelo senza problemi.
Regole "Flessibili":
Epoca - Periodo storico di riferimento per convogli e ambientazione. I rotabili in mio possesso spaziano tra Epoca III e Epoca VI. Sebbene il progetto si ispiri come riferimento centrale all'epoca IV, ciononostante possono circolare sia treni storici come anche treni più recenti. Il criterio è semplice: se mi piace gira a prescindere da altri vincoli.
Amministrazione - Amministrazione ferroviaria di riferimento. Anche in questo caso sono stato flessibile, il plastico è ambientato idealmente sulle Alpi in una zona di confine in cui possono circolare treni Italiani (principalmente ma non solo FS), treni Svizzeri SBBCFF, treni Tedeschi DB e anche treni Austriaci ÖBB.