All'inizio della costruzione, seguendo quanto fatto dal costruttore del plastico Buzzaceto, avevo pensato di usare il sistema di pali in scatola di montaggio prodotti dalla ditta Lineamodel. Sono bellissimi e molto realistici, mi sono reso conto poi che, sebbene detti pali avessero una precisione e realismo di altissimo livello, avrebbero richiesto un notevole sforzo da parte mia per effettuarne il montaggio. Inoltre un esperto mi ha fatto notare che quel realismo aveva una contropartita, la fragilità. A quel punto ho esplorato anche altri marchi e la mia attenzione è caduta sul sistema Sommerfeldt.
Probabilmente in un plastico futuro proverò la sfida, ma per ora mi sono limitato ad assemblare solamente alcuni pali LS prodotti dalla Lineamodel che sono stati usati in piena linea.
Riguardo alla Sommerfeldt, la storica ditta tedesca produce una serie specifica dedicata alla palificazione FS di tipo M 26 robustissima anche se con un livello più basso di aderenza al prototipo rispetto a Lineamodel. Ho quindi acquistato il volume guida della Sommerfeldt (Art. 002) che contiene moltissime preziose informazioni su come assemblare le varie parti.
La guida a prima vista sembra focalizzata al 100% sulla palificazione tedesca, ma si comprende ben presto che i principi generali valgono per tutti i sistemi e fortunatamente la palificazione FS è relativamente semplice.
Molto utili sono state le dime, sempre della Sommerfeldt (Art 158), che consentono di centrare i pali rispetto al binario e di posizionare i bracci all'altezza corretta e soprattutto nella posizione giusta per la poligonazione della catenaria.
Un numero relativamente piccolo di articoli Sommerfeldt è sufficiente per completare la linea area in tutto il plastico, essi sono:
Palo semplice completo di braccio per un singolo binario (art. 220)
Palo semplice, che ho usato come base per tutte le altre configurazioni (art. 226)
Palo con sistema a molla per tendere la catenaria (art. 209)
Giunto per braccia orizzontali e per stralli (art. 201)
Isolatori (art. 205)
Mensole (art. 206)
Tondini in acciaio ramato di vari diametri: 0.4 mm e 0.5 mm (art. 089 e 090) per catenaria e 0.7 mm e 1.5 mm ( art.091 e 093) per gli stralli e le braccia dei pali rispettivamente.
Moduli di catenaria elettro saldati (diametro 0.4 mm e 0.5 mm) di varie lunghezze: 200 mm, 260 mm, 340 mm, 380 mm e 500 mm (art. 181, 182, 177, 183 e 184).
I primi pali che ho montato sono del tipo LS 1970 della Lineamodel (art. LM1030-31). Si tratta di una scatola di montaggio contenente 10 pezzi da montare e verniciare.
Il kit di montaggio è in ottone fotoinciso e per il suo assemblaggio richiede la saldatura a stagno mediante un saldatore sufficientemente potente (almeno 100 W) e idoneo flussante. E' stato nel montare questi primi pali che ho realizzato l'impegno che mi avrebbe richiesto usare essi per tutto il plastico.
Nelle tre foto che seguono si vede il risultato finale ottenuto, da notare che i pali della terza foto non sono della Lineamodel, ma in stampa 3D acquistati da Modeltrain. Questi ultimi sono economici, ma molto fragili, anche più di quelli in ottone.
Come indicato precedentemente, per le stazioni principale e secondaria ho usato la palificazione Sommerfeldt.
Per la costruzione dei pali ho creato una dima in legno compensato e dei chiodini in modo che le braccia fossero sempre alla stessa altezza. Si parte da un palo nudo (art. 226) al quale vengono uniti i due bracci laterali della larghezza desiderata usando un giunto (art. 201). I due bracci sono realizzati mediante due pezzi di tondino da 1.5 mm (art. 93) tagliati a misura. Per le saldature ho usato un saldatore a stagno da 100 W e ho bagnato le superfici da stagnare con il flussante Sommerfeldt (art. 082) mediante un pennellino. Una volta ottenuto un palo a forma di "T", ho provveduto a tagliare a misura gli stralli che a loro volta ho saldato in cima al palo usando un altro giunto (art. 201) e sulle braccia a distanza opportuna. Il numero di stralli dipende dalla luce da coprire. Al massimo con un singolo palo mi sono limitato a coprire quattro binari paralleli con tre stralli su ciascun lato.
Ora che la struttura del palo è definita, occorre posizionare le mensole e il supporto dell'isolatore della fune portante (art. 206). La posizione corretta si trova mediante la dima (art. 158). Solitamente l'isolatore della fune portante va fissato al centro del binario, mentre la mensola in modo tale da assicurare uno scostamento laterale come richiesto dalla poligonazione. Sia il supporto dell'isolatore che la mensola vanno fissati al braccio stringendoli preliminarmente con una pinzetta e poi saldandoli a stagno utilizzando il flussante.
Una volta saldati i pali e i componenti (mensole e supporti degli isolatori), è molto importante lavare via il flussante residuo mediante dell'alchool isopropilico e un pennellino. Se questo non viene fatto la parte sotto la saldatura, che sotto lo strato di rame è in acciaio, nel tempo si ossida. Inoltre il lavaggio sgrassa il palo dai residui di lavorazione e lo predispone per la successiva verniciatura.
Prima della verniciatura va fissato l'isolatore della fune portante mediante una goccia di colla cianoacrilica, l'isolatore deve essere preassemblato inserendo in esso il piccolo occhiello metallico in cui verrà passata poi la fune portante. Stessa procedura si usa per la zampa di ragno. Essa viene stretta con una pinzetta attorno ad un isolatore (preventivamente infilato in un chiodino per evitare di stringere troppo) e poi il tutto viene inserito nel perno della mensola e fissato con una goccia di colla cianoacrilica, ma non prima di aver controllato la posizione con la dima. Per rendere la zampa di ragno Sommerfeldt un minimo più realistica (in origine è un pezzo dritto), ho provveduto a fare due pieghe in modo da simulare il prototipo. Da notare che tutti i pezzi necessari sono compresi nel kit art . 206 che contiene 5 mensole complete di tutti i particolari.
Ora che il palo è pronto meccanicamente, va posizionato e mediante la dima si individua la parte di zampa di ragno in eccesso che deve essere tagliata con una tronchesina. Per fare un lavoro fatto bene le pieghe alla zampa di ragno vanno fatte prima di incollare essa alla mensola e dopo ave tagliato la parte in eccesso.
Per la verniciatura ho utilizzato il colore RAL 7035 (art. 085) della Sommerfeldt. Si tratta di una vernice alla nitro ed è quindi opportuno utilizzare una maschera protettiva per non respirare i vapori. Una volta verniciati i pali ho aggiunto il cartello monitore che ho stampato su carta A4 che ho delicatamente assottigliato con una lametta, ho aggiunto un anello nero attorno alla base e ho verniciato gli isolatori di bianco per renderli meno lucidi (erano già bianchi). Ultimo tocco ho applicato un color ruggine nelle parti che tipicamente tendono ad arruginirsi mediante pennello a secco.
I moduli di catenaria Sommerfeldt hanno diverse lunghezze che vanno scelte in base alla distanza dei pali che a sua volta cambia in base al raggio di curvatura. Nelle curve ho usato l'art. 181 (lunghezza 200 mm), mentre in stazione ho usato tutti gli altri disponibili. I prodotti che ho scelto hanno un diametro di 0.5 mm per il filo di contatto e di 0.4 per la fune portante e i pendini. Sebbene siano i più sottili della Sommerfeldt sono comunque più spessi di quanto dovrebbero essere per essere in scala. Cionondimeno una volta installati e verniciati con la vernice Sommerfeldt RAL 7012 (art. 084), si vedono poco e sinceramente hanno un effetto visivo molto bello. E' importante verniciarli perchè altrimenti tendono ad arruginirsi.
Il filo portante viene fissato alle zampe di ragno creando un piccolo occhiello ad entrambe le estremità. La parte più critica è il taglio a misura. La fune portante e meno critica, essa va infilata nell'occhiello sopra l'isolatore e può essere tagliata a misura dopo il fissaggio della fune di contatto. Prima di montare i moduli è opportuni limare per bene sotto i pendini in quanto sporgendo leggermente possono fare impuntare lo strisciante del pantografo.
Il fissaggio della fune portante alle zampe di ragno può essere fatto sia mediante saldatura a stagno con flussante, che con colla cianoacrilica. Nel plastico ho usato entrambi i metodi, la colla è stata più comoda nelle parti più difficli da raggiungere, ma la saldatura produce un fissaggio più resistente. La fune portante invece deve essere fissata con colla cianoacrilica, altrimenti si fonde l'isolatore.
Un aspetto critico nel fissare la catenaria riguarda la sequenza di fissaggio, infatti sugli scambi la linea di corretto tracciato ha la precedenza e va fissata per prima e tesa opportunamente mediante molle tenditrici che ho nascosto all'interno delle gallerie. Ogni linea di deviata deve avere (in teoria) un ancoraggio d'inizio e uno di fine con molle tenditrici (palo art. 209). Per la maggior parte ho rispettato questo requisito, ma non in tutti i punti (specialmente nella stazione principale in cui ho fatto alcune semplificazioni).
Sia nella stazione principale che in quella secondaria, il pantografo potrebbe andare a contatto (il collaudo ha dato esito positivo), ho deciso però di non farlo in modo sistematico per evitare il rischio di danneggiare il tutto in caso di svio.
A parte alcune licenze poetiche per evitare lo svio del pantografo in alcuni punti con curve un po' strette (ho creato dei pali non ortodossi, simili a quelli in uso sulle ferrovie retiche), il risultato finale è stato molto appagante. Ora il plastico si è avvicinato molto al risultato finale che volevo ottenere come si vede dalle foto seguenti.